Pianificazione e plusvalore in Ticino - Giancarlo Re

Opinione pubblicato sul CdT il 29 marzo 2019

E’ passata inosservata la decisione del Gran Consiglio che, il 21 gennaio 2019, ha approvato il Messaggio del Consiglio di Stato, proposto dal Dipartimento del territorio, inteso a stabilire in 30mila franchi l’importo esente da contributo nel caso di plusvalore derivante da atti pianificatori (art.93 Lst).Vale la pena ricordare questa decisione perché potrebbe portare qualche entrata supplementare a Comuni  e Cantone e perché mette il punto finale al problema della riscossione del contributo di plusvalore generato da atti pianificatori. Il concetto è presente dal 1980 quando venne ancorato nella Legge federale sulla pianificazione del territorio che, all’art.5, impone al diritto cantonale un’adeguata compensazione di vantaggi e svantaggi rilevanti derivanti da atti pianificatori. Per diversi anni la norma federale rimase lettera morta, ad eccezione dei Cantoni di Basilea città, Neuchâtel, Ginevra e Turgovia. Il Ticino si aggiunse a questi Cantoni con decisione del Gran Consiglio del 18 dicembre 2014. Dal 2015 sono perciò in vigore gli articoli da 92 a 112 della Legge sullo sviluppo territoriale (Lst) che impongono la compensazione del plusvalore nel caso di un’assegnazione del terreno alla zona edificabile (contributo del 30% del plusvalore); quando esiste un aumento dell’ indice di sfruttamento di almeno 0,2 punti e  per i cambiamenti di destinazione (in questi due ultimi casi il contributo è del 20%).Il Legislativo cantonale, con la decisione del 18 dicembre 2014, aveva aumentato il valore limite esente, dai 50mila franchi proposti dal Consiglio di Stato, fino a 100mila franchi. Contro tale decisione due cittadini (l’ex Consigliere nazionale Fabio Pedrina e Stefano Baragiola) presentarono ricorso al Tribunale federale che, il 16 agosto 2017, diede loro ragione giudicando eccessivo e non conforme allo spirito della Legge federale l’importo esente di 100mila franchi. I Giudici di Losanna hanno ritenuto valido il valore soglia di 30mila franchi già approvato dal Consiglio degli Stati ma non dal Consiglio Nazionale. Questo limite era stato proposto da una pubblicazione di VLP-ASPAN (ora Espace Suisse) firmata dal direttore Lukas Bühlmann, dalla vice direttrice Christa Perregaux du Pasquier e da Samuel Kissling.  L’Associazione “Espace Suisse”(già ASPAN) ha sempre sostenuto la necessità di dar seguito all’art.5 della Legge federale del 1980 per motivi di equità. Se, giustamente, gli svantaggi , come le espropriazioni, vengono indennizzati sulla base della garanzia costituzionale  della proprietà, anche i vantaggi ottenuti da  atti pianificatori devono essere considerati. Il Gruppo Ticino di “Espace Suisse” ,in quest’ottica, ha presentato, il 20 aprile 2018, un suo documento, all’indirizzo della Commissione della pianificazione del territorio del Gran Consiglio, con il quale perorava la rapida accettazione del valore esente di 30mila franchi. Nel frattempo diversi Cantoni hanno adottato questo importo (Appenzello Esterno, Basilea Campagna, Obwaldo, San Gallo, Zurigo) mentre altri hanno optato per somme inferiori (20mila franchi ad Appenzello esterno, Berna e Friburgo) e 10mila franchi a Basilea Città. Ricordo che il Gran Consiglio, con il voto del 18.12.2014, aveva stabilito (art.98 Lst) che i proventi derivanti dal contributo di plusvalore devono essere ripartiti in ragione di 2/3 al Comune e un terzo al Cantone. Il rapporto della Commissione della pianificazione del territorio (relatrice l‘on.Amanda Rückert) afferma che, finora, non si sono verificati casi concreti ma sono pendenti modifiche pianificatorie importanti come quelle concernenti il Pian Scairolo, le varianti del NQC di Lugano e le pianificazioni attorno alle stazioni di Chiasso, Locarno e Bellinzona. Esse potrebbero originare entrate consistenti per i Comuni ed il Cantone. Il rapporto della  Commissione, presieduta dall’on. Giancarlo Seitz,  si è poi occupato di precisare, in risposta ad una precisa richiesta del Tribunale federale, se la somma di 30mila franchi  sia da computare sull’importo eccedente il valore esente (Freibetrag) oppure sull’intero importo quando supera la soglia limite (Freigrenze).La Commissione ha scelto la prima soluzione ritenendola più equa dal profilo della parità di trattamento. Con tale decisione, considerando ad esempio un plusvalore di 45mila franchi, la tassazione concerne solo i 15mila franchi eccedenti i 30mila. Il 21 gennaio 2019 il Canton Ticino ha dunque messo la parola finale a questa problematica che, pur avendo la sua base legale nella Legge federale del 1980, non è stata facilmente applicabile in tutti i Cantoni.

Giancarlo Ré

Presidente Gruppo Ticino di Espace Suisse (già ASPAN)