Nuove zone edificabili: esigenze accresciute - G. Re

Opinione pubblicata sul CdT il 15 giugno 2019 - Giancarlo Re

Il 10 febbraio di quest’anno il popolo svizzero ha respinto l’iniziativa di giovani Verdi che chiedeva di mantenere allo stato attuale le zone edificabili in tutto il Paese. Espace Suisse (già ASPAN), che promuove una corretta pianificazione del territorio, si era espressa contro tale iniziativa perché la giudicava eccessiva. Essa avrebbe, se accolta, messo in  difficoltà l’applicazione della revisione della Legge federale approvata dal popolo, Ticino compreso, nel 2013.Quest’ultima, rispetto al testo del 1980, ha aumentato le esigenze richieste per definire le zone edificabili: esse, tra l’altro, devono essere definite in modo da soddisfare il fabbisogno dei prossimi 15 anni, devono essere coordinate al di là dei confini comunali ed essere compatibili con la strategia dello sviluppo centripeto. (art.8a e 15 della legge federale) Recenti decisioni del Tribunale federale e del Consiglio federale dimostrano che la posizione di Espace Suisse, rispetto all’iniziativa citata, era corretta perché la revisione della legge viene coerentemente applicata. Nel Comune zurighese di Glattfelden il Tribunale federale non ha autorizzato l’estensione della zona edificabile perché il Comune non aveva considerato le riserve di aree edificabili esistenti e il potenziale di sviluppo verso l’interno. Nel caso del Comune giurassiano di Develier i giudici di Losanna hanno respinto la proposta di ampliamento della zona edificabile perché, pur avendo dezonato altre aree, non era stato considerato il coordinamento regionale e l’uso misurato delle superfici di avvicendamento agricolo. Il Consiglio federale, in applicazione dell’art.38a della nuova legge, ha poi deciso, il 1.maggio di quest’anno e con effetto immediato, che i Cantoni Ticino, Glarona ed Obwaldo non possono più delimitare nuove zone edificabili perché non dispongono ancora di un Piano direttore approvato dallo stesso Esecutivo federale. I Cantoni dovevano infatti adattare il loro Piano direttore entro 5 anni dall’entrata in vigore della revisione legislativa nel 2014.Scaduto tale termine, secondo il cap.3 dell’art.38a, non sarebbe più stata ammessa la delimitazione di nuove zone edificabili. Per quanto riguarda il nostro Cantone il Piano direttore è attualmente all’esame del Gran Consiglio che dovrà approvarlo e dirimere i ricorsi presentati dai Comuni. In precedenza, il 10 aprile 2019, il Consiglio federale aveva deciso di bloccare gli azzonamenti nei Cantoni di Ginevra, Lucerna, Svitto, Zugo e Zurigo perché, entro 5 anni, non erano ancora riusciti ad adottare le norme per compensare il plusvalore ottenuto da atti pianificatori. Nel frattempo , il 19 maggio, il Canton Zugo ha approvato tali norme in votazione popolare e dunque esce dall’elenco citato. Il nostro Cantone, come noto, non rientrava tra quelli sanzionati il 10 aprile di quest’anno, perché ha adottato gli art.92 e seguenti della Legge cantonale sullo sviluppo territoriale che prevedono l’imposizione del plusvalore. Dopo aver approvato il limite esente di 30mila franchi (annullando il precedente di 100mila franchi come richiesto dal Tribunale federale) il Ticino ha ossequiato le disposizioni federali in materia. I Cantoni di Ginevra e Svitto, che pure conoscono il limite esente di 100mila franchi (come in un primo tempo aveva fatto il Ticino) dovranno pure adeguare la loro legislazione alle decisioni dei giudici di Losanna.

Le recenti decisioni del Tribunale federale e del Consiglio federale dimostrano , come aveva previsto Espace Suisse quando si espresse contro l’iniziativa dei giovani Verdi, che l’applicazione della revisione della Legge federale sulla pianificazione del territorio è sufficientemente severa e viene applicata con coerenza. Gli articoli 15 e 8a di tale revisione hanno cambiato la prassi in vigore fino al 2014 in materia di zone edificabili.

Giancarlo Ré, presidente Gruppo Ticino di Espace Suisse.